Come il poliestere, anche il nylon viene ricavato dal petrolio. Nonostante da 20 anni Patagonia sostituisca il poliestere vergine con la corrispondente versione riciclata, solo negli ultimi cinque anni abbiamo iniziato ad utilizzare il nylon riciclato al posto di quello vergine. Per qualche ragione profondamente radicata nella chimica dei polimeri, il nylon è più difficile da riciclare del poliestere. Dopo anni di ricerca, sviluppo e test, alla fine abbiamo scoperto alcune fibre di nylon riciclato adatte ad essere impiegate nella realizzazione di capi di abbigliamento e in grado di superare i nostri rigorosi test di valutazione di qualità e producibilità.

Parte del nylon riciclato che utilizziamo deriva da fibre di scarti post-industriali e filati raccolti in aziende tessili, in seguito trasformati in fibra di nylon riutilizzabile. Un'altra fibra di nylon riciclato che stiamo sperimentando viene ricreata dalle reti da pesca industriali eliminate.

Nel 1993 Patagonia è stata la prima azienda di abbigliamento outdoor ad adottare il fleece realizzato con bottiglie di plastica riciclate da materiali post consumo (PCR). Vent'anni dopo, tuttavia, siamo ancora alla ricerca di un analogo successo con il nylon riciclato. La sfida è aperta: siamo pronti ad impegnarci per scoprire i migliori metodi per riciclare le fibre di nylon, anche se prevediamo che sarà un percorso lungo e complesso.

Il fatto di utilizzare la maggiore percentuale possibile di nylon riciclato nei nostri prodotti ci consente comunque di ridurre la nostra dipendenza dal petrolio, permette di evitare gli sprechi, quindi l’utilizzo delle discariche, riduce le emissioni tossiche degli inceneritori, aiuta a promuovere un nuovo sistema di riciclaggio per i capi in nylon non più utilizzabili ed è meno inquinante per l’aria, l’acqua e il terreno rispetto al nylon vergine.