Nella realizzazione di capi di abbigliamento e attrezzature, Patagonia impiega numerosi materiali, inclusa la lana, che comportano un certo costo per l'ambiente. In primo luogo, la produzione di lana richiede grandi estensioni di terra per il pascolo delle pecore, a cui si aggiunge il consumo di energia, acqua e agenti chimici per convertire la lana tosata dal mantello degli animali in fibra pulita di alta qualità, con cui realizziamo splendidi capi in lana tinta.

Uno dei modi per ridurre l'impatto della produzione di lana è riciclare quella usata. La pratica del riciclo della lana risale a centinaia di anni fa. Dopo che i maglioni di lana erano talmente usurati da non poter essere più indossati, venivano raccolti e sminuzzati in singole fibre, convertite a loro volta in coperte. La lana riciclata di Patagonia sfrutta lo stesso procedimento. Grazie ai moderni controlli di qualità, la lana viene sottoposta ad accurati e meticolosi processi di cernita per categorie di colore prima della sfilacciatura. Selezionando e mescolando i colori di tessuti e capi in lana tinta, siamo in grado di eliminare completamente il processo di tintura, risparmiando così acqua e sostanze chimiche e senza dover gestire le risultanti acque di scarto.

In più, l'utilizzo di lana riciclata riduce lo sfruttamento intensivo dei terreni adibiti al pascolo per gli ovini. Il riciclo della lana riduce inoltre la quantità di scarti e rifiuti prodotti e ciò si traduce a sua volta in un uso limitato delle discariche e nella riduzione delle emissioni tossiche degli inceneritori. I prodotti in lana che non possono più essere utilizzati perché troppo usurati possono trovare una nuova vita attraverso la riconversione del tessuto; inoltre, se paragonata all'uso di lana vergine, quella riciclata contribuisce a ridurre l'inquinamento di aria, acqua e suolo.