WORN WEAR: MEGLIO CHE NUOVI
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Progettato e creato dall'artista Jay Nelson, il van Patagonia Worn Wear è alimentato a biodiesel per la guida, mentre quando sono in funzione le macchine da cucire sfrutta l'energia solare. ERIN FEINBLATT

Worn Wear

Una delle cose più responsabili che possiamo fare come azienda è realizzare capi e attrezzature di alta qualità, capaci di durare per anni e che possano essere riparati, così da non doverne acquistare di nuovi.
Il programma Worn Wear celebra le storie che indossiamo attraverso gli indumenti che ci accompagnano nelle nostre avventure, contribuendo inoltre a mantenerli in azione e in circolazione più a lungo. E quando non possono più essere riparati, i capi Patagonia hanno comunque la possibilità di essere riciclati.
Fermata n. 1 del tour Worn Wear presso il Mollusk Surf Shop di San Francisco, California. Abbiamo portato a termine 18 riparazioni sul posto, 35 riparazioni sono state inviate a Reno e 30 riparazioni fai-da-te sono state effettuate da chi ha partecipato all'evento—grandi sorrisi entusiastici. ARCHIVI PATAGONIA
WORN WEAR un film dedicato alle storie che indossiamo
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The Stories We Wear - Le storie che indossiamo

Ispirato dalla durata di utilizzo della propria attrezzatura per il surf, Keith Malloy, insieme alla moglie Lauren, ha creato il blog Worn Wear, dove chiunque può condividere una storia sul proprio capo Patagonia preferito.
Il fondatore di Patagonia, Yvon Chouinard, ha contribuito ad avviare l'iniziativa scrivendo la storia del "nonno" di tutti i fleece. Gli autori delle storie pubblicate ricevono una speciale toppa Worn Wear.
"Un grazie a Patagonia! Perché continua a tenere viva la tradizione di poter passare un capo non più utilizzato a qualcun altro". –Shari Williamson, Bozeman, Montana. COLLEZIONE SHARI WILLIAMSON

Cura dei Prodotti & Riparazioni

Il primo e più importante passo che possiamo intraprendere per ridurre il nostro impatto sull'ambiente è fare di più con ciò che già abbiamo. Lavaggio, stiratura e asciugatura possono abbreviare la vita dei capi d'abbigliamento tanto quanto l'indossarli, perciò desideriamo offrirvi alcuni suggerimenti per la cura dei nostri prodotti che vi consentano di farli durare più a lungo. Quando una roccia appuntita finisce per strappare o bucare la vostra giacca preferita, non preoccupatevi: il nostro servizio di riparazione è a vostra disposizione.
Presso il proprio Service Center di Reno, Nevada, Patagonia impiega ben 45 tecnici full-time. Si tratta dello stabilimento per riparazioni più grande del Nord America e ha all'attivo circa 30.000 riparazioni all'anno. Disponiamo inoltre di una sede in Portogallo per le riparazioni e abbiamo scelto come partner iFixit, community di veri esperti del settore, per creare guide fai-da-te pensate per i clienti che vogliono provare ad effettuare le proprie riparazioni in modo autonomo.
Fermata n. 4 del tour Worn Wear presso lo Smith Rock State Park, Oregon. Siamo rimasti per due giorni, accampandoci in cima al sentiero e abbiamo dato il benvenuto sia ai climber impolverati di gesso che ai turisti, riparando tutti i capi e le attrezzature possibili e immaginabili, a prescindere dal marchio e dagli anni di utilizzo. Abbiamo anche dato una sistemata alle tasche dell'uniforme di Matt, uno dei ranger del parco. ARCHIVI PATAGONIA
Guardate le Worn Wear Stories
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Nuovo brio e seconda giovinezza per un vecchio Snap-T® Pullover. Service Center di Patagonia, Reno, Nevada. ARCHIVI PATAGONIA

Riciclare & Riutilizzare

Non indossate più il vostro fleece? Fate in modo che arrivi a qualcuno che ne ha bisogno. State risparmiando per quel viaggio di surf che sognate da tempo? È facile acquistare, vendere o barattare capi e attrezzature Patagonia usati. Ma infine, che sia naturale o prodotto dall’uomo, tutto finisce per consumarsi.
Le cose naturali danno vita a qualcosa di nuovo, e lo stesso vale per i prodotti che realizziamo. Tutto quello che acquistate da Patagonia, e che non è più riutilizzabile o riparabile in alcun modo, può esserci restituito, affinché sia possibile riciclarlo in nuove fibre o tessuti (o possa essere riadattato nel caso non sia ancora pronto per il riciclo).
Annuncio pubblicitario di Patagonia per il Black Friday, The New York Times, 2012

Don’t Buy This Jacket
Annuncio pubblicitario di Patagonia per il Black Friday, The New York Times, 2012

È il fatidico Black Friday, il giorno che inaugura la stagione dello shopping natalizio e rappresenta un importante indicatore sia della predisposizione agli acquisti, sia della capacità di spesa dei consumatori statunitensi. Ma il Black Friday, e la cultura consumistica da esso riflessa, mettono in serio pericolo l'economia dei sistemi naturali che supportano ogni forma di vita. Oggi l'uomo sta utilizzando le risorse di un pianeta e mezzo, a dispetto del fatto di averne a disposizione uno, e uno soltanto.

Patagonia vuole restare in attività ancora per molto tempo, lasciando in eredità alle generazioni future un mondo che possa continuare ad essere abitato: proprio per questo abbiamo preso una posizione diametralmente opposta rispetto a qualsiasi altra azienda. Chiediamo infatti ai nostri clienti di acquistare di meno e di riflettere prima di spendere soldi per comprare una delle nostre giacche, o qualsiasi altra cosa.

La bancarotta dell'ambiente (per parafrasare Hemingway), come la bancarotta aziendale, può essere un processo lento, soggetto tuttavia ad impennate improvvise. E questo è proprio ciò che ci aspetta, a meno di non rallentare e capovolgere lo stato delle cose, ponendo rimedio ai danni provocati. Acqua potabile, terreno coltivabile, bacini di pesca, zone umide si stanno progressivamente esaurendo: tutte risorse e sistemi naturali del nostro pianeta che sostengono il business e la vita, inclusa la nostra.

Il costo ambientale di tutto ciò che produciamo è impressionante. Considerate ad esempio la R2™ Jacket qui raffigurata, uno dei nostri best seller.

La sua realizzazione richiede 135 litri d'acqua, quanto basta per soddisfare la necessità giornaliera (tre bicchieri al giorno) di 45 persone. Il suo viaggio, da quando nasce sotto forma di poliestere riciclato al 60% fino ai nostri magazzini di Reno, genera circa 9 kg di CO², 24 volte il peso del prodotto finito. Questa giacca si lascia alle spalle, durante il tragitto fino a Reno, 2/3 del proprio peso in rifiuti.

E stiamo parlando di una giacca realizzata in 60% poliestere riciclato, tessuta e cucita con standard molto elevati, di un capo incredibilmente resistente, destinato quindi a durare a lungo e a non dover essere sostituito di frequente. Che inoltre, una volta giunto al termine del proprio ciclo di vita, viene ripreso indietro da Patagonia per essere riciclato in un prodotto di uguale valore. Eppure, e questo vale per tutte le cose che noi possiamo produrre e voi acquistare, questa giacca comporta un costo ambientale che va ben oltre il prezzo di listino.

C'è molto da fare. C'è molto che ciascuno di noi può fare. Non acquistate ciò che non vi serve. Pensateci due volte prima di comprare qualcosa.